DOMENICA 5 MAGGIO

alle ore 15.00
in Rocca Palatina – Palazzo Pacchielli Bosoni
Via Marconi n.123 a Gazoldo degli Ippoliti (MN)

Il CENTRO STUDI DI FORMAZIONE POLITICA sen. GINO SCEVAROLLI promuove, negli spazi aulici dell’Associazione Postumia (g.c.), questa straordinaria APPENDICE AL 1° MAGGIO, sul tema

Passato, presente e futuro di un ideale
< ERAVAMO SOCIALISTI…>
 esempi, ricordi e considerazioni sulla nostra storia

Tessera socialista dell’anno 1921

Introduzione (dall’alto dei suoi novant’anni!) di Eugenio CAMERLENGHI che traccerà anche un ricordo politico di FELICE BARBANO e di GIANNI BOSIO

Paolo SENSINI, commemorando il politologo gazoldese BRUNO RIZZI, riprenderà il tema fondante del grande convegno a lui dedicato e tenutosi in Villa Ippoliti nel 1979, quarant’anni fa: “ Quale società, quale socialismo”

Francesco “Chino” CAPRINI, Marco LODI e Amilcare RICCO’ confronteranno le proprie esperienze politiche di appartenenza (e di diaspora) nel contesto socialista mantovano e si interrogheranno sull’avvenire

Gilberto CAVICCHIOLI ricorderà come proprio cent’anni fa, nel 1919, morì GIUSEPPE BERTANI durante le “Giornate rosse” mantovane

Michele CHIODARELLI e Nanni ROSSI terranno a sottolineare che il giorno appresso, il 6 maggio, GIANNI USVARDI e GINO SCEVAROLLI (nati lo stesso giorno dello stesso anno) avrebbero compiuto ottantanove primavere e promuoveranno sia il bel libro appena edito da Sometti su Gianni e sia la nuova tessera, fresca di stampa, del Centro Studi dedicato a Gino, che proprio l’indomani riaprirà i battenti nella storica sede di via Sant’Anna 1, in Mantova

Marzio UBERTI, infine, riprendendo il grande mosaico de’ “La repubblica socialista mantovana” del compianto RINALDO SALVADORI, ci ricorderà la straordinaria figura della sindacalista MARIA GOIA (1878-1924) e, così facendo, passerà anche il testimone dell’intensa (e ripetibile!) giornata a

L’ANELLO FORTE – lo spettacolo dei BARABÀN
dedicato appunto alla donna

L’anello forte è uno spettacolo di canzoni sulla donna tratte dal canzoniere di Fabrizio De André e dalla tradizione popolare italiana, inanellate a poesie di Alda Merini. Uno sguardo sul mondo femminile attraverso le voci, le storie e le memorie delle donne. Esiste quasi una sorta di contiguità fra le canzoni popolari che hanno per tema il mondo femminile – e che ci arrivano in gran parte proprio dal grande albero della memoria che sono le donne – e le storie di donne raccontate nelle canzoni di Fabrizio De André: la fanciulla, l’amante, la madre, la sposa, la lavoratrice. Intercalate dalla lettura di poesie di Alda Merini (Sono nata il 21 a primavera, Ho acceso un falò, La terra santa, Pianto dei poeti) Barabàn riesegue alcune tra le più belle canzoni di De André: Via del Campo, La canzone dell’amore perduto, La canzone di Marinella, Sally, Tre madri, Geordie, Il sogno di Maria. Ne scaturisce un affascinante intreccio musicale e poetico ricco di vitalità, forza e passione che fanno delle donne “l’anello forte” della famiglia e della società

BARABÀN
Storico ensemble della scena folk italiana, Barabàn persegue l’obiettivo di valorizzare la musica di tradizione dell’Italia del nord. Fondato a Milano nel 1982, il gruppo ha compiuto un’intensa ricerca etnomusicologica e ha sviluppato un’originale sintesi che rivisita la musica popolare con un linguaggio e una sensibilità contemporanea. Ha partecipato a importanti festival internazionali e tenuto oltre 1400 concerti in Italia, Gran Bretagna, Canada, Federazione Russa, Francia, Finlandia, Spagna, Germania, Portogallo, Austria, Svizzera, Slovenia e Belgio.

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