OLTRE LE FRONTIERE VERSO NUOVI CONFINI

Le cogenti e condivise disposizioni a salvaguardia dall’epidemia in essere hanno ovviamente determinato  la riprogrammazione completa degli eventi e dei progetti della nostra associazione:
  sino al prossimo 3 aprile anche i battenti della Rocca Palatina resteranno chiusi. Ben che vada (ed è quello che auspichiamo), ci piacerebbe riaprirli per il LUNEDÌ’ DELL’ANGELO, 13 aprile, con l’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “Arianna Pelizzoni – donna fotografa”
, che è già stata allestita nel “Salone dello stemma” con amore e grande professionalità dal papà Benito, da Gianni Bellesia e dagli altri colleghi e familiari di Arianna, e che sarà visitabile sino ai primi giorni del mese di maggio

  Anche le date della GITA in PORTOGALLO sono state, giocoforza, modificate. Grazie alla dedizione ed alla serietà professionale di Daniele ci è stato possibile interfacciarsi con le agenzie lusitane, mantenendo invariato sia il costo che il complessivo programma, pur trattandosi per Lisbona di un periodo, quello autunnale, di alta stagione turistica, assai gettonato per il clima temperato ed il fascino ambientale. Le nuove date, già ufficiali, sono: partenzaLUNEDÌ 19 OTTOBRE – ritorno DOMENICA 25 OTTOBRE. Daniele e noi siamo a disposizione per chiarimenti di dettaglio (ed anche per potenziali nuove adesioni).

Riprenderemo ad aprile la consueta programmazione degli eventi, privilegiando quelli che per forza maggiore sono stati rinviati. Su di essi ci soffermeremo con la prossima newsletter e con il consueto “foglio mensile”. Qui desideriamo dedicare, infine, un’attenzione particolare a due “quaderni di Postumia”, che sono andati a completare e concludere il qualificato sforzo editoriale promosso in coincidenza con il TRENTENNALE DI POSTUMIA (1989 – 2019): < In questi tempestosi, pessimi, persecutori tempi – LUCREZIA CRIVELLI – lettere e documenti – 1500/1513 > a cura di OLER GRANDI (presentato con grande successo a Canneto s/Oglio prima dello scorso Natale)
< Statualità e centralismo in Italia > di ETTORE A. ALBERTONI, a cura e con introduzione di STEFANO BRUNO GALLI
Crediamo che le premesse ai due “quaderni” siano sufficientemente illustrative del loro oggettivo rilievo e dell’importanza che rivestono in particolare per la nostra associazione e la sua storia. Per questi motivi abbiano ritenuto di qualche utilità qui riprodurle, anche perché il coatto “stare a casa” può rendere più agevole la loro lettura ed i loro, neppure tanto, più reconditi significati.

Dal prezioso scrigno dell’Archivio Gonzaga emerge la figura di Lucrezia Crivelli, amante di Ludovico il Moro, in fuga da una Milano preda dei Francesi dopo la caduta del Duca; esule in terra mantovana, ospite pericolosa per Francesco Gonzaga e Isabella d’Este.
Oler Grandi ha raccolto e commentato la corrispondenza della dama milanese, probabilmente effigiata da Leonardo da Vinci in un magnifico ritratto conservato al Museo del Louvre di Parigi, e degli amici e ufficiali gonzagheschi che le fecero da contorno, ha documentato e commentato la difficile esistenza di Lucrezia, esule in Canneto sull’Oglio con il figlio Gian Paolo Sforza e incinta di un secondo figlio di Ludovico il Moro, tra ristrettezze economiche e continue minacce degli invasori del ducato.
Ne emerge uno spaccato di vita vissuta, in cui affiorano la magnificenza e la miseria insieme di uno dei periodi più travagliati della storia italiana. Ci piace, infine, sottolineare nel contesto di queste vicende “private” (si noti che a breve distanza, quasi sulla riva destra del fiume Oglio e quasi nello stesso periodo, a San Giovanni in Croce, soggiornava Cecilia Gallerani, la famosissima “dama con l’ermellino di leonardesca memoria ed altra amante dell’irrequieto Ludovico il Moro) l’importanza strategica del borgo e del “castello” di Canneto sull’Oglio, avamposto e confine dei domini gonzagheschi ed anche punto privilegiato di osservazione delle  complesse controversie in essere nel ducato milanese.
L’Associazione Postumia ha colto l’occasione, offerta dallo studio del prof. Grandi, di pubblicare integralmente una fonte archivistica, per onorare degnamente i 30 anni di vita della rivista «Postumia» e il quinto centenario della nascita del grande vinciano.

Ettore Adalberto Albertoni è stato un autentico amico di «Postumia».
Proprio lui tenne a battesimo il primo numero della  nostra rivista, trent’anni fa, nel 1989 alla Casa del Mantegna di Mantova, insieme ad un altro caro amico, altrettanto illustre, il giornalista e scrittore Guido Gerosa. Da allora, continuò a seguire ed incoraggiare il lavoro della redazione e le iniziative dell’Associazione Postumia supportandole con i consigli della sua lunga esperienza editoriale e di studioso. Qualche anno dopo, insieme “riscoprimmo” e comunque contribuimmo a riportare all’attenzione dell’analisi politica, ritagliandogli un posto importante nella storia delle dottrine politiche del Novecento, il gazoldese Bruno Rizzi, autore tra gli altri del saggio antisovietico (1939)  “Il collettivismo burocratico”.
Grazie alla sua autorevolezza nei confronti dei media nazionali, il catalogo della mostra promossa dall’Associazione in occasione del 70° anniversario della Grande Guerra ebbe una larga diffusione tramite un suo lungo articolo pubblicato nell’edizione domenicale del «Sole 24 ore».
Coltivò con noi amicizie importanti in terra mantovana (tra i tanti, Luigino Bellani, Gino Gobio Casali e Mariarosa Palvarini, Rinaldo Salvadori) e partecipò attivamente anche a molti convegni e seminari sostenuti da “Postumia”. Collaborò attivamente con la rivista proponendo articoli stimolanti su materie storico-politiche, quali: Dal riformismo socialista alla difficile costruzione della democrazia in Italia (2008) e Pagine di vita mantovana nel contesto storico dall’Ottocento al Novecento. Tommaso Monicelli (Ostiglia 1883 – Roma 1946).
Pubblicando e commentando  questo suo lavoro inedito, – con il quale “incorniciamo”, concludendolo, il percorso editoriale per i trent’anni della nostra rivista -,  il suo allievo più insigne (e nostro amico carissimo, pure lui da lunga data) ha voluto ripercorrere le tappe della sua familiarità con il maestro, ricordare quanto Egli abbia contribuito alla sua formazione professionale e politica, illustrarne non solo le doti di studioso, ma anche l’umanità e la generosità senza limiti al servizio dei valori civili e sociali in cui fermamente credeva .
Stefano Bruno Galli ha scelto di pubblicare, infatti, un saggio dell’Albertoni particolarmente importante, perché esso «segna il suo impegno … sul terreno del federalismo in qualche modo militante» e rappresenta il manifesto fondativo di quel laboratorio federalista al quale avrebbe dato vita nel Dipartimento giuridico-politico della facoltà di Scienze politiche dell’Università degli studi di Milano. Gliene siamo assai grati.


Una sola annotazione finale a questa lunga newsletter.
Attraverso questi “quaderni” – e il discorso vale anche per tutto il nostro lavoro editoriale –  ed anche attraverso la certosina e straordinaria originalità  della rivista Postumia (il cui 31° annale daremo alle stampe prestissimo e che presenteremo il prossimo 25 aprile) si consolida e si amplia il nostro impegno per ridare una riconoscibile identità storica, culturale e sociale ai nostri paesi ed al nostro territorio. Un’identità che si va purtroppo perdendo ai tempi della globalizzazione ed ai tempi di un imperante, spesso anche egoistico, individualismo, che sembra cancellare i grandi valori (passati, presenti e futuri) della nostra capacità essenziale di essere comunità.
Già di suo, è questo un formidabile motivo per esserci, come protagonisti di Postumia, e per andare avanti!

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