Il Museo Lirico

Museo Lirico Rosina Storchio

dedicato ad Agostino e Giovanni Dordoni

Tutto cominciò nel 1975 (quarant’anni fa), quando un indimenticabile amico medico PIERO BONI, presidente del Club Amici della Lirica di Mantova, fortificò in tanti gazoldesi la passione per la lirica e per la musica classica. Insieme a  lui venne inaugurato in pompa magna il restaurato salone del Palazzo Ippoliti nel 1978, chiamando ad esibirsi il grande baritono PIERO CAPPUCCILLI ed il grande soprano LUCIANA SERRA, accompagnati al pianoforte dal maestro ETTORE CAMPOGALLIANI. Piero morì poco dopo in un incidente stradale e Postumia gli dedicò il Concorso per giovani talenti lirici, che è giunto alla trentaseiesima edizione. Contemporaneamente venne istituita la scuola di musica, allora diretta da un giovanissimo Carlo Fabiano e dalla quale presero l’abbrivio per la loro carriera nel campo delle sette note ATHOS BOVI e CRISTIANO BURATO.
E’ proprio il caso di dire “se il bel tempo si vede dal mattino…”!
Postumia ha, infatti, continuato a coltivare questa sua scelta, ad implementarla ed a qualificarla. Ci sta, quindi, che in mezzo a questo brodo di cultura capitasse che STEFANIA SACCENTI venisse a dirci della sua parentela con il celebre soprano ROSINA STORCHIO e dei cimeli conservati in un santuario speciale in un paese quasi sconosciuto del Bresciano, per la passione e la competenza di AGOSTINO e di GIOVANNI DORDONI, pasticceri in Dello dal 1848. Ci sta che PAOLA CIRANI, MARTINIO FAGGIANI, NANNI ROSSI  e GIACOMO DUINA partissero un giorno per visitare quel “sancta sanctorum”; instaurassero un rapporto fiduciario e di simpatia con Giovanni e la signora ALINA; che alla fine si compisse la decisione di togliere dalla polvere e dalle velature del tempo il frutto straordinario di una passione coltivata per quasi cent’anni da due generazioni di parenti proprio di Rosina Storchio. Il primo atto dell’opera ora è qui da vedere. Ora si tratta di stendere un piano strategico che preveda la catalogazione della preziosissima documentazione (spartiti, immagini, libretti d’opera, incisioni discografiche, cimeli) e successivamente la sua valorizzazione.

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